{"id":4445,"date":"2018-09-17T11:06:35","date_gmt":"2018-09-17T09:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/jubainthemaking.com\/new\/?p=4445"},"modified":"2018-10-01T19:55:09","modified_gmt":"2018-10-01T17:55:09","slug":"il-mausoleo-di-john-garang-uno-spazio-di-commemorazione-e-reificazione-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jubainthemaking.com\/it\/il-mausoleo-di-john-garang-uno-spazio-di-commemorazione-e-reificazione-politica\/","title":{"rendered":"IL MAUSOLEO DI JOHN GARANG: UNO SPAZIO DI COMMEMORAZIONE E REIFICAZIONE POLITICA"},"content":{"rendered":"<p>Il centro geografico di Giuba ospita la tomba di John Garang de Mabior, compianto leader del Sudan People\u2019s Liberation Movement\/Army (SPLM\/A) e primo Vice-Presidente del Sudan del dopo Comprehensive Peace Agreement (CPA). Il 30 luglio 2005 Garang mor\u00ec in un incidente di elicottero nelle montagne vicine alla sua base militare mentre stava tornando da un incontro con Yoweri Museveni, il Presidente dell&#8217;Uganda. Poche settimane prima del fatale incidente, il 9 luglio, Garang aveva prestato giuramento come primo Vice-Presidente del Sudan in una esuberante cerimonia a Khartoum, che segnava la fine di decenni di guerra tra la parte settentrionale e quella meridionale del Sudan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti al grandioso funerale di stato alla Cattedrale di Ognissanti a Giuba, il corpo di Garang fu trasportato in giro per il Sud Sudan per permettere ai cittadini di rendergli il loro ultimo omaggio. Decine di migliaia di persone vestite di nero in segno di lutto parteciparono all&#8217;ultima cerimonia del funerale a Giuba, mentre la folla si allineava lungo le strade dall&#8217;aeroporto alla cattedrale e dalla cattedrale al luogo della sepoltura, dove il corpo di Garang adesso riposa in un mausoleo che costituisce il palco centrale delle competizioni politiche e delle commemorazioni e che quindi \u00e8 un importante spazio per l&#8217;attivit\u00e0 politica in Sud Sudan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5396 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Garang-portrait-on-grave-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"758\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Garang-portrait-on-grave-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Garang-portrait-on-grave-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Garang-portrait-on-grave-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Garang-portrait-on-grave.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 758px) 100vw, 758px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">La tomba di John Garang nel 2010<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sua morte improvvisa, circondata da insinuazioni di assassinio, innesc\u00f2 un\u2019ondata di emozioni e rabbia e provoc\u00f2 scatti violenti e mortali tra popolazione del Nord e del Sud a Khartoum e a Giuba, che uccisero 130 persone e ne ferirono altre centinaia. La paura che questa morte e le rivolte avrebbero potuto portare alla fine del CPA fu sollevata da Salva Kiir, il successore di Garang e presidente in carica del Sud Sudan. L\u201911 agosto 2005 Salva Kiir prest\u00f2 giuramento come Primo Vice-Presidente del Sudan per poi guidare il Governo del Sudan Meridionale lungo il periodo ad interim del CPA, segnato dalle elezioni del 2010 e dal referendum del 2011 sulla successione, nel quale il 98,83% dei Sud Sudanesi scelsero di separarsi dalla parte Settentrionale del Sudan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>\u201cMartire dei Martiri\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli anni successivi alla sua morte, il defunto Garang \u00e8 diventato popolare come \u201cPadre della Nazione\u201d e \u201cMartire dei Martiri\u201d e la sua eredit\u00e0 ha acquisito un ruolo significativo nello spazio pubblico nazionale. Ogni ufficio governativo, scuola, esercizio commerciale e hotel mostra il suo ritratto vicino a quello del Presidente Salva Kiir e ritratti a grandezza naturale dello scomparso Garang decorano le strade di Giuba. Il 9 luglio 2011, quando il Sud Sudan divenne indipendente dal Sudan, una statua gigante del defunto Garang fu svelata tra applausi e grida crescenti. Vestito con un completo, sotto il suo braccio sinistro Garang tiene un libro che simboleggia il CPA e con la mano destra alzata indica un punto nel cielo. La memoria di Garang \u00e8 invocata durante gli avvenimenti pubblici e nel suo discorso di indipendenza, Salva Kiir rese omaggio al suo predecessore alla presidenza ed ex leader dei guerriglieri:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u201c(\u2026) Alziamoci per osservare un minuto di silenzio in onore dei nostri caduti, eroi ed eroine che hanno pagato il prezzo estremo per la nostra libert\u00e0 e dignit\u00e0. (\u2026) Questo giorno non sarebbe stato possibile senza il loro sacrificio. Lasciatemi ancora una volta riaffermare chiaramente il sacrificio compiuto dal fondatore della nostra nazione, Dottor John Garang de Mabior. Questo giorno grandioso \u00e8 la testimonianza che i nostri martiri non sono morti in vano!&#8221;1<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I martiri occupano una posizione centrale e simbolica nel processo di costruzione della nazione e in numerose occasioni la nazione indipendente del Sud Sudan \u00e8 stata definita un \u201cgiusto tributo\u201d ai martiri. Il ricco vocabolario impiegato nelle commemorazioni nell\u2019era post-Garang varia poco dalle formule di saluto e dagli omaggi espressi dallo stesso Garang durante la guerra:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u201cRendiamo omaggio a tutti quei martiri che hanno dato le loro vite per salvare la nostra Madre Patria e la sua gente. Chiedo a tutti voi di alzarvi in piedi e chinare il capo in un minuto di solenne silenzio in onore e nella sacra memoria di essi e di tutti i nostri eroi immortali che sono caduti nella grande battaglia per la riparazione della nostra dignit\u00e0 e libert\u00e0 e per la liberazione della nostra terra e del nostro popolo.\u201d2<\/p><\/blockquote>\n<p>La retorica dell\u2019omaggio \u00e8 stata incorporata anche nel nuovo inno nazionale, scritto e composto prima dell\u2019indipendenza del Paese nel 2011, e l\u2019ultima stanza \u00e8 dedicata ai \u201cmartiri immortali\u201d:<\/p>\n<blockquote><p>Oh grandi patrioti!<\/p>\n<p>Restiamo in silenzio e rispetto<\/p>\n<p>Salutando i nostri martiri il cui sangue<\/p>\n<p>Ha cementato la fondazione della nostra nazione<\/p>\n<p>Facciamo voto di proteggere la nostra nazione<\/p><\/blockquote>\n<p>Queste discorsi e questi versi fanno parte di un processo attivo ma esclusivo di mitopoiesi che produce e riproduce particolari versioni della storia e sancisce i significati e i valori collegati a eventi storici che sono considerati degni di celebrazioni di massa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Un calendario di Commemorazioni Nazionali<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2007, due anni dopo la firma del Comprehensive Peace Agreement, il Governo dell\u2019allora Sudan Meridionale stil\u00f2 un calendario nazionale e tre delle principali celebrazioni sono intimamente connesse alla narrativa di lotta e liberazione: Giorno dell&#8217;SPLA (SPLA Day), Giorno dei Martiri, Giorno dei Veterani di Guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un discorso pronunciato in occasione delle celebrazioni del ventiquattresimo anniversario dell&#8217;SPLM\/A, il 16 maggio 2007 a Malakal, Salva Kiir dichiar\u00f2 che il 16 maggio sarebbe stato festeggiato ogni anno come il giorno della fondazione dell&#8217;SPLM\/A. Kiir afferm\u00f2 che il Giorno dell&#8217;SPLA \u201ccelebra il sacrificio personale degli eroi e delle eroine della liberazione, che hanno pagato il prezzo estremo per la liberazione del Paese (\u2026) perch\u00e9 senza il loro estremo sacrificio questo giorno sarebbe finito nella spazzatura della storia\u201d.3<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5702 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-007-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-007-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-007-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-007-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-007.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">Un cartellone nei pressi dell\u2019Universit\u00e0 di Giuba annuncia la celebrazione del Giorno dei Martiri nel luglio 2013.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 16 maggio 1983 il tenente John Garang ricevette il compito di disperdere un ammutinamento nella unit\u00e0 dell&#8217;esercito di stanza nella citt\u00e0 meridionale di Bor. Gli ammutinati erano ex truppe Anya Nya, il primo movimento di guerriglia del Sud Sudan che aveva combattuto l\u2019esercito sudanese dal 1962 al 1972 e che era stato assorbito nell\u2019esercito nazionale dopo la firma dell\u2019accordo di pace di Addis Abeba. I soldati infuriati si opponevano al loro disarmo e trasferimento al Nord. Invece di porre fine all\u2019ammutinamento, John Garang, anch\u2019egli membro assorbito dell\u2019Anya Nya, si mette alla guida di quello che sarebbe stato presto chiamato SPLM\/A, una volta che il nuovo gruppo ribelle appena costituito sarebbe stato ufficialmente fondato in quei campi base intorno ai confini della vicina Etiopia. Il primo nucleo di truppe ribelli sarebbe stato raggiunto da studenti, lavoratori, contadini, intellettuali e funzionari governativi dal Sudan Meridionale, delusi e infelici per le politiche socio-economiche del presidente del Sudan Jaafar Nimeiri nei confronti della regione e per l&#8217;imposizione della sharia e della lingua araba, poco dopo la creazione dell&#8217;SPLM\/A.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2007, due anni dopo la scomparsa di John Garang il 30 luglio 2005, l\u2019anniversario della sua morte fu formalmente riconosciuto come il Giorno dei Martiri. In occasione del Giorno dei Martiri si rende un tributo per commemorare \u201ci nostri eroi ed eroine caduti, martiri che hanno pagato il prezzo estremo per la nostra libert\u00e0 negli ultimi ventidue anni della nostra battaglia in nome di giustizia, dignit\u00e0 e uguaglianza. In cima a questa lista dorata c\u2019\u00e8 il Martire dei Martiri; il nostro compianto leader, icona della pace, combattente per la libert\u00e0 e fondatore del nostro eroico movimento, l&#8217;SPLM, e Comandante in Capo delle coraggiose forze SPLA, Dottor John Garang de Mabior.\u201d4<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sebbene Garang emerga chiaramente come il martire pi\u00f9 importante e onorato, il Giorno dei Martiri non celebra solamente la sua memoria. In vista del Giorno dei Martiri la citt\u00e0 di Giuba \u00e8 tappezzata di manifesti con immagini di leader militari caduti nelle diverse guerre e in differenti movimenti rivoluzionari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Classificazione Storica<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pochi mesi dopo, il 18 agosto 2007, Salva Kiir dichiar\u00f2 il 18 agosto il \u201cGiorno dei Veterani di Guerra\u201d, aggiungendo cos\u00ec il cosiddetto \u201cAmmutinamento di Torit\u201d, che era avvenuto il 18 agosto 1955, alla lista degli eventi storici ufficialmente commemorati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 18 agosto 1955, durante i preparativi per la partenza dei Britannici e l\u2019indipendenza del Sudan, i Corpi Equatoriali delle Forze di Difesa del Sudan (Sudan Force Defens), posero la loro base centrale nella citt\u00e0 meridionale di Torit, si ribellarono e furono raggiunti da gruppi dell\u2019esercito meridionale a Kapoeta, Giuba, Terekeka, Yei, Maridi Yambio, Nzara e Malakal e alla fine anche da civili, poliziotti e guardie carcerarie. Furono presi di mira i Sudanesi settentrionali, sia militari sia civili, che risiedevano nella met\u00e0 meridionale del Paese; molti fuggirono verso nord e duecentocinquanta persone furono uccise. Gli aeroplani della British Royal Air Force aiutarono nello spostamento in elicottero le forze militari sudanesi per reprimere l&#8217;ammutinamento, ma al loro arrivo la maggior parte dei soldati dei Corpi Equatoriali si era gi\u00e0 ritirata nella boscaglia, o addirittura oltre i confini nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019&#8217;Ammutinamento di Torit&#8217; \u2013 la sollevazione era diventata nota con questo nome \u2013 fu innescato dal rifiuto da parte delle truppe Meridionali di essere disarmate e trasferite a Khartoum, nel contesto di crescente tensione del processo di \u201cSudanizzazione\u201d, per il quale i funzionari britannici furono rimpiazzati da quelli sudanesi in preparazione dell\u2019indipendenza del Sudan. In questo processo, i Sudanesi del Nord occuparono le maggiori posizioni amministrative anche nella parte meridionale del Sudan, lasciando la popolazione del Sud frustrata e amareggiata. Nonostante la loro adesione al processo di indipendenza, la popolazione meridionale temeva di essere sottomessa al Nord e fu in questa atmosfera che avvenne l\u2019Ammutinamento di Torit. Il periodo seguente alla rivolta vide solo attacchi accidentali e soltanto nel 1962-1963 la ribellione si organizz\u00f2 attraverso un partito politico, il Sudan African National Union (SANU), e un esercito ribelle chiamato Anya Nya sotto la guida di Joseph Lagu. Da allora, \u00e8 comunemente accettato che l\u2019&#8217;Ammutinamento di Torit&#8217; segni l\u2019inizio della Prima Guerra Civile Sudanese in quello che oggi \u00e8 conosciuto come Sud Sudan, mentre il periodo dal 1955 al 1972 \u00e8 comunemente indicato come \u201cAnya Nya\u201d. Il conflitto termin\u00f2 con la firma dell\u2019Accordo di Pace di Addis Abeba il 27 febbraio 1972, negoziato tra il Movimento di Liberazione del Sud Sudan (South Sudan Liberation Movement) guidato da Joseph Lagu e Nimeiri, l\u2019allora presidente del governo sudanese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4818 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-billboard-Garang-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-billboard-Garang-300x170.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/03-billboard-Garang.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">Un cartellone posizionato nei pressi del Mausoleo di John Garang nel 2010 mostra John Garang in abiti militari, nei primi anni della ribellione dell&#8217;SPLM\/A. La didascalia recita: \u201cSe sappiamo dove stiamo andando, saremo meglio preparati per il viaggio\u201d.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Ammutinamento di Torit segn\u00f2 l\u2019inizio di una violenta opposizione nel Sud, e la sua inclusione nel calendario delle celebrazioni nazionali conferma i tentativi dell&#8217;SPLM di assorbire i precedenti movimenti rivoluzionari in una singola narrativa di lotta e liberazione. Garang, in un discorso pronunciato durante la cerimonia della sigla del Comprehensive Peace Agreement, afferm\u00f2 che l\u2019accordo rappresentava la fine della guerra che cominci\u00f2 a Torit il 18 agosto 1955. Il periodo, e quindi gli eventi, dall\u2019Ammutinamento di Torit alla fondazione dell&#8217;SPLM\/A il 16 maggio 1983 sono assorbiti nel racconto dell&#8217;SPLM\/A. L\u2019inclusione dei passati movimenti di liberazione \u00e8 necessaria a provare la lunghezza della battaglia, ma anche per tutelare una egemonia logica e mantenere il controllo successivo al fine di occupare una posizione di eccezionalit\u00e0. Precedenti movimenti rivoluzionari non sono ignorati ma inglobati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019annuale reificazione della memoria dei martiri mantiene viva la narrativa di lotta e liberazione e queste celebrazioni \u201cimpongono un silenzio sugli eventi che loro ignorano, e riempiono quel silenzio con narrative di potere sugli eventi che celebrano\u201d (Trouillot 1995, 118)5. Nella narrativa di lotta e liberazione, la guerra civile \u00e8 disconnessa da, e cancella le frazioni interne, cos\u00ec come la sconfitta, la morte dei non martiri e le vittime non militari. La singola narrativa di lotta e liberazione non lascia spazio per raccontare differenti esperienze di guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>\u201cLa liberazione si \u00e8 conclusa\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel periodo precedente il referendum sull\u2019autodeterminazione, l\u2019esclusiva narrativa di resistenza-liberazione-libert\u00e0 cre\u00f2 spazio per una narrativa pi\u00f9 inclusiva che chiedeva a tutti i cittadini del Sud Sudan di pretendere la separazione dal Sudan. Dopo che il Sud Sudan guadagn\u00f2 l\u2019indipendenza, uno striscione sulla rotonda dell\u2019Universit\u00e0 dichiarava: \u201cAbbiamo combattuto con proiettili e schede elettorali per guadagnare la nostra totale indipendenza\u201d. La narrativa di lotta e liberazione coesisteva con la trasformazione democratica e apriva temporaneamente spazio al dibattito; il referendum sull\u2019autodeterminazione chiedeva letteralmente l\u2019opinione\/voto di ogni singolo individuo \u2013 soldato o civile. Una risposta popolare alla continuativa presenza della narrativa di lotta e liberazione era l\u2019argomentazione secondo la quale la \u201cliberazione si era conclusa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4618 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-005-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"762\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-005-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-005-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-005-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/John-Garang-Mausoleum-Juba-In-The-Making-005.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 762px) 100vw, 762px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">La celebrazione dell\u2019Indipendenza del Sud Sudan al Mausoleo di John Garang il 9 luglio 2014.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli anni successivi alla dichiarazione di indipendenza, e in misura progressivamente maggiore con i combattimenti in corso, le persone si sono chieste se il sacrificio dei martiri sia stato premiato e c\u2019\u00e8 un\u2019opposizione popolare sempre crescente a questa versione esclusiva del passato nazionale. Contemporaneamente, il conflitto in corso \u00e8 connesso alla lunga storia di guerra e migrazione e talvolta si sostiene che i leader militari trasformati in politici conoscano soltanto \u201cil linguaggio delle armi\u201d. Tuttavia, legandosi al conflitto in corso, l&#8217;SPLM invoca ancora attivamente il lascito dei martiri e, prima del Giorno dei Martiri del 2015, furono eretti cartelloni che recitavano: \u201cPremiamo i nostri martiri con una pace giusta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019esplosione del nuovo conflitto in Sud Sudan dal dicembre 2013, la sfera pubblica \u00e8 stata di nuovo invasa dal divisivo linguaggio militare usato dal governo e dal fronte di ribellione\/opposizione; con noi o contro di noi. Un\u2019altra osservazione \u00e8 che con il riaccendersi del conflitto, il SPLM si \u00e8 impegnato attivamente per estromettere la figura del defunto John Garang dalla scena politica e, anche se il suo ritratto adorna ancora molti uffici e angoli delle strade, la sua memoria non \u00e8 pi\u00f9 fortemente evocata durante le celebrazioni di indipendenza. Nel decimo anniversario della sua morte, nel 2015, il Giorno dei Martiri non \u00e8 stato segnato da festeggiamenti pubblici e, nel suo discorso durante la celebrazione dell\u2019indipendenza dello stesso anno, Salva Kiir ha fatto solo una piccola menzione del compianto Garang. Nella sua battaglia per la legittimazione politica, Salva Kiir non accetta pi\u00f9 di stare sotto l\u2019ombra lunga del suo predecessore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Loes Lijnders<\/p>\n<p>Traduzione dall\u2019inglese di Claudia Galal<\/p>\n<p>Immagini di Florence Miettaux<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"footnotes\">\n1\u0002 Kiir, Salva Mayardit. \u201cPresident Kiir&#8217;s Independence Speech In Full\u201d, Gurtong, 14 luglio 2011. http:\/\/www.gurtong.net\/ECM\/Editorial\/tabid\/124\/ctl\/ArticleView\/mid\/519\/articleId\/5440\/President-Kiirs-Independence-Speech-In-Full.aspx.<\/p>\n<p>2 Garang de Mabior, John. \u201cThis Convention is Sovereign: Opening and Closing Speeches by Dr. John Garang de Mabior to the First SPLM\/SPLA National Convention. SPLM Secretariat of Information and Culture\u201d, 2 aprile 1994 http:\/\/sudanarchive.net\/cgi-bin\/pagessoa?a=pdf&amp;d=Dn1d222.1.1&amp;dl=1&amp;sim=Screen2Image.<\/p>\n<p>3 \u201cSalva Kiir dichiara il 16 maggio Festa Nazionale in Sud Sudan\u201d Sudan Tribune, 17 maggio 2007. http:\/\/www.sudantribune.com\/spip.php?article21921<br \/>\n4 Il discorso completo del Presidente Salva Kiir nel Giorno dei Martiri a Giuba, Sud Sudan, 30 luglio 2008, \u00e8 disponibile sul sito dell\u2019Ambasciata del Sud Sudan a Bruxelles e dell\u2019Unione Europea: http:\/\/www.goss-brussels.com\/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_view&amp;gid=82&amp;tmpl=component&amp;format=raw&amp;Itemid=72.<br \/>\n5 Trouillot, Michel-Rolph. Silencing the Past: Power and the Production of History. Beacon Press, Boston, 1995.\n<\/p><\/div>\n<div class=\"us_posts_bottom\" style=\"margin-top:50px;margin-bottom:50px;\"><div class=\"us_wrapper us_share_buttons us_tac us_skin_minimal\" data-text=\"Juba in the Making\" data-url=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4445\/\" data-ajaxnetworks=\"facebook\"><div class=\"us_facebook us_first us_button\"><a class=\"us_box\" href=\"#\"><div class=\"us_share\"><i class=\"us-icon-facebook\"><\/i><\/div><div class=\"us_count\"><\/div><\/a><\/div><div class=\"us_twitter us_last us_no_count us_button\"><a class=\"us_box\" href=\"#\"><div class=\"us_share\"><i class=\"us-icon-twitter\"><\/i><\/div><\/a><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il centro geografico di Giuba ospita la tomba di John Garang de Mabior, compianto leader del Sudan People\u2019s Liberation Movement\/Army (SPLM\/A) e primo Vice-Presidente del Sudan del dopo Comprehensive Peace Agreement (CPA). 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