{"id":4441,"date":"2018-09-17T11:28:38","date_gmt":"2018-09-17T09:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/jubainthemaking.com\/new\/?p=4441"},"modified":"2018-10-02T14:21:55","modified_gmt":"2018-10-02T12:21:55","slug":"fare-i-conti-con-il-passato-larchivio-nazionale-del-sud-sudan-in-prospettiva-storica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/jubainthemaking.com\/it\/fare-i-conti-con-il-passato-larchivio-nazionale-del-sud-sudan-in-prospettiva-storica\/","title":{"rendered":"&#8216;FARE I CONTI&#8217; CON IL PASSATO"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon puoi istituire il tuo stato [nazione] senza il tuo passato\u201d afferma Youssef Fulgensio Onyalla, il Vice Direttore dell&#8217;Archivio al Ministero di Giovent\u00f9, Cultura e Sport, quando racconta la storia dell&#8217;Archivio Nazionale del Sud Sudan. Un sentimento che porta con s\u00e9 interpretazioni multiple, a volte contrastanti. Lo incontriamo in un anonimo palazzo residenziale nel quartier Munuki di Juba, che temporaneamente ospita l&#8217;archivio. I due piani della casa sono pieni zeppi di scatoloni, organizzati per categorie geografiche e tematiche, contenenti decine di migliaia di documenti che compongono l&#8217;archivio del Sud Sudan. Gli archivi nazionali hanno trovato qui un rifugio relativamente sicuro, ma provvisorio, dopo decenni nei quali era rimasto &#8216;nascosto&#8217; e dopo anni passati in una tenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-6151 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-005-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-005-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-005-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-005-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-005.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">Youssef Onyalla, Vice Direttore dell&#8217;Archivio\u00a0Nazionale del Sud Sudan<\/h5>\n<p>Gli archivi nazionali coprono quasi un secolo di dominazione straniera e interna, dato che i documenti pi\u00f9 vecchi contenuti nell&#8217;archivio sono datati 1899, l&#8217;inizio della dominazione del Condominio Anglo-Egiziano. Gli archivi completi includono le epoche dell&#8217;amministrazione coloniale britannica e il governo post-indipendenza del 1956. Lo stesso esercizio di archiviare il passato \u00e8 ambiguo in quanto l&#8217;amministrazione coloniale anglo-egiziana s&#8217;impegn\u00f2 a ritrarre la regione che \u00e8 nota come Sud Sudan, come se fosse senza storia. Secoli di fila furono definiti \u201coscuri\u201d per l&#8217;assenza di memorie scritte e fu dichiarato che la regione meridionale \u201cnon possedeva una storia precedente al 1821 d.C.\u201d1 Harold MacMichael, che ricopr\u00ec posizioni di rilievo al servizio del Condominio anglo-egiziano per quasi trent&#8217;anni, riteneva che la storia dei \u201cprimi regni e dei movimenti tribali in Africa centrale\u201d pu\u00f2 essere &#8216;conosciuta&#8217; solo in relazione cronologica con la storia del Sudan anglo-egiziano e divideva il Sudan coloniale in tre aree, stabilendo una gerarchia di storicit\u00e0: il Sudan meridionale soffrirebbe di oblio e mancherebbe di \u201cdocumentazione\u201d; \u201ctracce\u201d per le zone est e ovest esisterebbero, ma solo nella \u201csfera della probabilit\u00e0, verosimiglianza e possibilit\u00e0\u201d; e il nord vivrebbe circondato da testimonianze dirette (sia monumenti sia documentazione) che sarebbero \u201csopravvissute\u201d (in riferimento all&#8217;eredit\u00e0 materiale).2 Una divisione simile pu\u00f2 essere trovata negli annali di un giovane Winston Churchill, che divideva il Sudan nella parte settentrionale, che secondo lui \u00e8 ricca di storia e \u201cfamiliare a popoli lontani e illuminati (\u2026) disegnata da penne e matite sapienti\u201d, e nella parte meridionale, che conosce solo \u201cuna confusa leggenda di conflitti e miseria\u201d.3<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La raffigurazione della regione meridionale come senza storia serviva a legittimare il colonialismo e ignorava l&#8217;esistenza di tradizioni orali. I vari gruppi etnici del Sud Sudan condividono e compongono canzoni e storie di discendenze genealogiche e virt\u00f9 comunitarie che narrano storie di migrazione e parlano di un&#8217;epoca precedente all&#8217;arrivo delle forze turco-egiziane nel 1821. Queste risorse culturali non solo creano una relazione con un&#8217;antica origine, ma sono continuamente modificate e rinnovate per riflettere le dinamiche dell&#8217;attualit\u00e0, nelle quali le storie e le canzoni sono espresse. Tuttavia, \u00e8 l&#8217;archivio coloniale che i politici del Sud Sudan hanno sfruttato come difesa, per esempio, dei limiti attuali dello stato nazione del Sud Sudan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5809 aligncenter\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-004-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"886\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-004-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-004-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-004-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-004.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il governo coloniale mantenne una scrupolosa documentazione del proprio governo della \u201cregione meridionale\u201d e della comunicazione amministrativa tra i livelli distrettuali e provinciali, e questi documenti furono ereditati dal governo sudanese dopo l&#8217;indipendenza del 1956. Questo solleva una questione: a chi ha passato questi documenti il governo coloniale dopo l&#8217;indipendenza? Nicky Kindersley, che coordinava il progetto degli archivi del Rift Valley Institute, spiega che nel periodo della Sudanizzazione, i documenti furono trasferiti dai funzionari britannici alle loro controparti sudanesi, prevalentemente del nord, alcune delle quali erano gi\u00e0 coinvolte nell&#8217;amministrazione sotto il regime coloniale. Fino alla creazione degli archivi nazionali, i documenti &#8216;vissero&#8217; un&#8217;esistenza piuttosto statica e furono tenuti negli uffici nei quali erano stati creati \u2013 una pratica che continua ancora oggi dal momento che i vari ministeri mantengono vasti archivi del loro operato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mading Deng Garang, un ex Ministro della Cultura, inizi\u00f2 la costituzione di un archivio nella regione meridionale durante l&#8217;Accordo di Addis Abeba e istitu\u00ec il Southern Regional Record Office nel 1972. Questo ufficio fu un insuccesso nella raccolta e sintesi dei diversi archivi provinciali e fu solo cinque anni pi\u00f9 tardi, nel 1977, quando fu creato il Dipartimento degli Archivi sotto Lawrence Modi Tombe, l&#8217;allora Ministro della Cultura, che gli archivi nazionali acquisirono la forma attuale. Il dipartimento era assistito dal Dottor Douglas Johnson, un rinomato storico del Sudan, per raccogliere documenti dagli ex centri coloniali come Bor, Pibor, Fangak, Kapoeta, Torit e Maridi. La maggioranza dei documenti era scritta in inglese e arabo, ma gli archivi comprendono anche trascrizioni giudiziarie in differenti linguaggi colloquiali, come il Nuer e il Lotuho.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli Archivi Nazionali furono pesantemente segnati dalla seconda guerra (1983-2005) e molti documenti furono persi o danneggiati a causa delle cattive condizioni di conservazione. All&#8217;inizio della seconda guerra nel 1983, lo staff degli archivi dello stato dell&#8217;Equatoria Centrale trasfer\u00ec in fretta e di nascosto i documenti dagli archivi ufficiali ad altri luoghi di Juba per assicurare che questi non finissero nelle mani dell&#8217;esercito sudanese. Youssef Onyalla afferma: \u201c[Il Governo sudanese] voleva distruggere qualsiasi cosa riguardasse il Sud Sudan, la sua storia, la sua identit\u00e0\u201d. Per decenni gli archivi trovarono un esilio provvisorio nella cucina della Scuola secondaria femminile di Juba e nello scantinato dell&#8217;Ufficio del Governatore dello Stato dell&#8217;Equatoria Centrale. Non solo continuavano a esistere documenti segnati dalla seconda guerra, ma non si erano nemmeno aggiunti nuovi documenti nel corso di quel conflitto. Youssef suppone che ci potrebbero essere dei documenti riguardanti la regione meridionale a Khartoum e sono state inoltrate richieste di restituzione al governo sudanese, ma per ora nessun documento \u00e8 stato riconsegnato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-6154\" src=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-002-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"888\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-002-300x169.jpg 300w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-002-768x432.jpg 768w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-002-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/jubainthemaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/south-sudan-national-archives-002.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\">La prima mostra pubblica dei documenti storici del Sud Sudan (Juba, 2017)<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2007, due anni dopo la sigla del Comprehensive Peace Agreement, gli archivi furono riassemblati in una tenda che offriva una protezione veramente ridotta contro le intemperie e Nicki Kindersly scherza sul fatto che \u201cle termiti abbiano goduto di una buona porzione della memoria storia del Sud Sudan\u201d4. Dal 2007, il dipartimento degli archivi ha intrapreso il difficile compito di una conservazione d&#8217;emergenza e tutta l&#8217;attenzione si \u00e8 diretta verso la protezione e digitalizzazione dei documenti esistenti. Gli archivi nazionali stanno aspettando il trasferimento alla loro destinazione finale, un ex mensa degli ufficiali militari, attualmente in fase di ristrutturazione, di fronte al mausoleo di John Garang. Finch\u00e9 questo non accadr\u00e0, i documenti resteranno conservati in scatole di cartone all&#8217;interno di una casa che non \u00e8 mai stata destinata a ospitare la &#8216;memoria&#8217; letteraria del Sud Sudan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Loes Lijnders<\/p>\n<p>Traduzione dall\u2019inglese di Claudia Galal<\/p>\n<div class=\"footnotes\">\n<p>1 Harold MacMichael in Arkell, A.J. A History of the Sudan: from the Earliest Times to 1821. Athlone Press, Londra, 1951, pp. 2.<br \/>\n2 Ibid.,x.<br \/>\n3 Churchill, Winston S. 1902. The River War: An Account of the Reconquest of the Sudan, Longmans, Green &amp; Co., Londra, 1902, capitolo 1 (tr. it. Riconquistare Khartoum, Piemme, Novara, 1999).<br \/>\n4 Kindersly, Nicki. \u201cSouth Sudan National Archives: New country, New Paperwork.\u201d Pubblicato su \u201cThe Imperial and Global History Network\u201d, 14 marzo 2014: http:\/\/imperialandglobal.exeter.ac.uk\/2014\/03\/south-sudan-national-archives-new-country-new-paperwork\/.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"us_posts_bottom\" style=\"margin-top:50px;margin-bottom:50px;\"><div class=\"us_wrapper us_share_buttons us_tac us_skin_minimal\" data-text=\"Juba in the Making\" data-url=\"http:\/\/jubainthemaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441\/\" data-ajaxnetworks=\"facebook\"><div class=\"us_facebook us_first us_button\"><a class=\"us_box\" href=\"#\"><div class=\"us_share\"><i class=\"us-icon-facebook\"><\/i><\/div><div class=\"us_count\"><\/div><\/a><\/div><div class=\"us_twitter us_last us_no_count us_button\"><a class=\"us_box\" href=\"#\"><div class=\"us_share\"><i class=\"us-icon-twitter\"><\/i><\/div><\/a><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon puoi istituire il tuo stato [nazione] senza il tuo passato\u201d afferma Youssef Fulgensio Onyalla, il Vice Direttore dell&#8217;Archivio al Ministero di Giovent\u00f9, Cultura e Sport, quando racconta la storia dell&#8217;Archivio Nazionale del Sud Sudan. 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